Interventi del Sindaco durante le ultime manifestazioni
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DISCORSO PER LA RICORRENZA DEL IV NOVEMBRE 2007
Anche
quest'anno celebriamo la ricorrenza del 4 novembre, anniversario della Vittoria, Giorno dell'Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate.
Questa data suscita ancora oggi, commozione nell'animo di chi ha vissuto o solo ascoltato le gesta della guerra combattuta dai nostri nonni e dai nostri padri.
Con la Grande Guerra, combattuta e ricordata come l'ultima guerra d'indipendenza, venne portata a compimento l'unificazione d'Italia, nella libertà.
Il 4 novembre, però non è solo l'anniversario dei grandi eventi della nostra storia ma, è soprattutto il giorno della MEMORIA COMUNE DEGLI ITALIANI.
E' il giorno in cui insieme riflettiamo sulla Patria, sulla responsabilità che ciascuno di noi ha di servire la Patria. L'unità d'Italia, l'indipendenza e la libertà sono conquiste straordinarie che vanno difese ogni giorno: come comunità d'intenti, come capacità di cooperare per il bene comune, come desiderio di provare, anche individualmente, la gioia di fare qualcosa per il bene dell'Italia, per il suo prestigio nel mondo, per il benessere della nostra comunità.
Credo che gli Italiani condividano l'orgoglio di essere italiani, i sentimenti di appartenenza alla comunità, i simboli che amiamo e ai quali siamo fedeli per sempre, in primo luogo al Tricolore.
Un mondo aperto, ricco di opportunità, di sfide, ha bisogno, proprio perché è globale, di identità vissute con passione.
Abbiamo bisogno di Italia in ciascuno di noi, nella nostra vita individuale, come riferimento, come ideale.
Anche in questa circostanza voglio rivolgermi soprattutto ai giovani perché studino le storie della gioventù di allora,perché imparino a conoscerne i nomi, a ricostruirne le letture e le azioni!
Molto è vivo ancora oggi di quei valori: soprattutto è vivo lo spirito di unione fra i popoli d'Europa, che è uno dei tratti più specifici del nostro Risorgimento, fin dai moti del 1821. Il nostro inno nazionale ricorda la lotta per la libertà del popolo polacco.
Gli ideali di allora hanno trovato realizzazione piena nella Costituzione sin dal 1948.
Solo la Costituzione ha inserito i diritti fondamentali della persona e del cittadino quale fondamento giuridico della "res publica". La prima parte della nostra Costituzione è la definizione stessa di Repubblica, di un bene comune, di tutti e di ciascuno.
Non è un caso che i Padri Costituenti, come simbolo di questo insieme di valori fondamentali, all'articolo 12, indicarono il TRICOLORE ITALIANO.
IL TRICOLORE NON È SEMPLICE INSEGNA DI STATO.
E' un vessillo di libertà, di una libertà conquistata da un popolo che si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di uguaglianza, di giustizia nei valori della propria storia e della propria civiltà.

Per questo, adoperiamoci perché in ogni famiglia, in ogni casa ci sia un tricolore a testimoniare i sentimenti
che ci uniscono fin dai giorni del glorioso Risorgimento.
Quest’anno in occasione del 04 novembre inauguriamo questa piazzetta che abbiamo voluto simbolicamente dedicare ai “PRIGIONIERI E DEPORTATI DI GUERRA”: persone che per la Patria hanno subito innumerevoli sofferenze e travagli e non tutte hanno potuto far ritorno alle proprie famiglie.
Voglio ricordare in particolare tra i PRIGIONIERI E DEPORTATI DI GUERRA di Dumenza CESENA MICHELE e MORANDI FRANCO, e chi come loro ha sofferto spesso fino al sacrificio della propria vita per il nostro Paese
VIVA LA NOSTRA PATRIA
VIVA L'ITALIA
IL SINDACO
(Corrado Nazario Moro) |
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DISCORSO PER IL 50° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL GRUPPO ALPINI DI DUE COSSANI

29 LUGLIO 2007
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In occasione di questa vostra festa e della ricorrenza del 50° anniversario della fondazione del GRUPPO ALPINI DI DUE COSSANI, un ricordo va a tutti coloro che hanno pagato con il sacrificio della vita la propria fedeltà alla Patria.
Poco fa al monumento di DUE COSSANI e venerdì sera in AGRA abbiamo reso omaggio ai caduti delle varie guerre.
Tutti voi sapete che, dopo la seconda guerra mondiale, con l’avvento della Repubblica e della Costituzione, l’Italia ha ripudiato la guerra come strumento di offesa alle libertà altrui: I SUOI FINI SONO LA PACE E LA COLLABORAZIONE CON TUTTI I POPOLI.
Questo non ha impedito che i nostri militari fossero impegnati in missioni di pace dalla Palestina, ai Balcani, all’Iraq, al Libano.
Un ricordo quindi anche a tutti coloro che hanno perso la vita in queste missioni che spesso non sono considerate per la loro reale importanza e di cui facilmente ci si dimentica. |
Un doveroso ricordo a tutti i FONDATORI del GRUPPO ALPINI DI DUE COSSANI, fondato il 27 ottobre 1957:
| Giani Roberto; |
Brenna Italo; |
Moro Emanuele; |
| Ranzoni Salvatore; |
Morandi Angelo; |
Catenazzi Francesco; |
| Catella Antonio; |
Morandi Valente; |
Borlotti Claudio; |
| Giani Franco; |
Buccio Antonio; |
Sodalizio Arturo; |
| Rossi Giuseppe; |
Dellea Giacomo; |
Binda Giuseppe; |
| Baglioni Domenico; |
Rinaldi Carlo; |
Bertasi Domenico; |
| Ragazzi Erminio, |
Ed alla MADRINA Cesarina Ditsch. |
Un particolare ricordo per il Capo Gruppo FRANCO GIANI che quest’anno non ce l’ha fatta ad essere presente e tutti noi sappiamo quanto ci tenesse a questa festa.
Per questa festa e per questa particolare ricorrenza il GRUPPO ALPINI DI DUE COSSANI e tutti gli Alpini presenti devono sapere che la popolazione di Dumenza è a loro che guarda con particolare affetto, perché vede in loro l’espressione più pura di FEDELTÀ ALLA PATRIA.
E’ indimenticabile il contributo che gli ALPINI, dopo aver assolto il loro dovere nella seconda guerra mondiale, hanno offerto al nostro paese.
Non li ricordiamo solo per le loro sfilate o per le loro feste, ma ce li ricordiamo impegnati, sempre ed in prima fila, ogni qual volta calamità naturali, esigenze di protezione civile o altre necessità lo hanno richiesto.
Oggi anche se con un provvedimento a mio parere discutibile, la leva obbligatoria è stata abrogata, senza nemmeno pensare ad un servizio civile alternativo, magari di protezione civile, DOBBIAMO credere nei giovani che sono l’avvenire e che con la loro passione ed il loro entusiasmo debbono adoperarsi perché la NAZIONE diventi più umana e più forte.
Nel difficile momento che attraversiamo, per la crisi di valori ed ideali che investe la nostra società, occorre più che mai riconoscersi nei valori di LIBERTA’ e di GIUSTIZIA che sono alla base della nostra COSTITUZIONE.
Dobbiamo trovare CONCORDIA ed UNITÀ DI INTENTI per portare il paese verso nuova rinascita.
Il saluto che a nome dell’Amministrazione Comunale di Dumenza rivolgo a tutti voi in questa giornata è espressione di gratitudine per quello che avete fatto e per quello che state facendo.
Noi tutti confidiamo in voi , nelle vostre profonde tradizioni di attaccamento ai valori della LIBERTA’ e della LEALTA’ VERSO LE ISTITUZIONI, perché possiate proseguire nel cammino intrapreso.
VIVA LA REPUBBLICA
VIVA L’ITALIA
VIVA GLI ALPINI
IL SINDACO
(Corrado Nazario Moro) |
CONSIGLIO COMUNALE
DEL 27 GIUGNO 2005.
COMMEMORAZIONE EX SINDACO E CONSIGLIERE COMUNALE GUIDO MASERATI

Mi rivolgo agli attuali Consiglieri, agli ex Consiglieri e Assessori,
al pubblico presente e ringrazio tutti per essere intervenuti a questo
Consiglio Comunale per ricordare Guido Maserati, quanto ha fatto e
quello che significava. Parlare di Guido Maserati vuol dire parlare
di quaranta, quasi quarantun anni, di Comune. Vuol dire parlare della
“storia” del Comune che nell’occasione, vorrei brevemente
riassumere. Con Regio Decreto 29 marzo 1928 i Comuni di Due Cossani,
Runo e Dumenza sono stati riuniti in unico ente denominato COMUNE
DI DUMENZA. Dal 1928 sino al 1946, a reggere le sorti del Comune si
sono avvicendati i Podestà nominati dal Ministero dell’Intero
e i Commissari nominati dal Prefetto. Nel 1946 si sono svolte le prime
elezioni amministrative e da allora hanno ricoperto la carica di Sindaco:
| 1)
- |
Giovanni Locatelli |
dal 07
aprile 1946 |
al 02 giugno 1951 |
|
2)
-
|
Alessandro Ganzi
|
dal 03
giugno 1951 dal 16 giugno 1956 |
al 15
giugno 1956 al 18 novembre 1960 |
1°
mandato 2° mandato |
| 3)
- |
Ezio Mordacchini |
dal 19
novembre 1960 |
al novembre
1964 |
|
4)
-
|
Guido Maserati
|
dal 20
dicembre 1964 dal 27 giugno 1970 |
al 26 giugno 1970 al 04 luglio 1975 |
1°
mandato 2° mandato |
| 5)
- |
Ezio Dellea |
dal 05 luglio 1975 |
al 26
giugno 1980 |
|
6)
-
|
Guido Maserati
|
dal 27
giugno 1980 dal 27 maggio 1985 |
al 26
maggio 1985 al 30 maggio 1990 |
3°
mandato 4° mandato |
| 7)
- |
Vincenzo Spinolo |
dal 1°giugno 1990 |
al 04
maggio 1995 |
|
8)
-
|
Guido
Maserati
|
dal 05 maggio 1995 dal giugno
1999 |
al giugno
1999 al 16 giugno 2004 |
5° mandato 6° mandato |
Guido Maserati ha poi ricoperto numerose Cariche politiche:
• Presidente del Consiglio di Valle Veddasca – Dumentina;
• Presidente della Comunità Montana Veddasca –
Dumentina;
• Presidente della Comunità Montana Valli del Luinese
• Presidente UNCEM Regionale;
• Consigliere UNCEM Nazionale.
Tutti noi abbiamo conosciuto Guido. Alcuni gli sono stati amici anche
nella vita. Personalmente ho condiviso con Lui 10 anni di Amministrazione
Comunale, pur nella diversità dei ruoli, che collocavano Guido
nella carica di Sindaco ed il sottoscritto nella veste di Capogruppo
di Minoranza. Per lo più ho condiviso con Lui momenti belli:
quando nell’interesse della comunità si trovavano ampie
convergenze e veniva posto in secondo piano l’antagonismo politico.
Ci sono stati momenti meno sereni: di scontro anche duro, che non
mi dispiace ricordare perché mi ricordano il Suo “animo
di combattente” e la Sua “grinta”. In ogni caso
il nostro rapporto non è mai stato fuori dalle righe; fuori
da quella correttezza che si era instaurata sin dall’inizio.
Per questo, per il rispetto che abbiamo avuto uno dell’altro,
sono particolarmente contento, ed è con profonda commozione
che di fronte a Voi rinnovo il mio omaggio alla Sua memoria. Il suo
ricordo ci accompagnerà per sempre. E' un ricordo luminoso,
una testimonianza che Egli ha dato non solo di come si serve lo Stato,
ma di come si opera per la comunità. In sua memoria sono stati
raccolti complessivamente € 1.500,00 di cui € 750,00 contributi
personali dei Consiglieri Comunali ed € 750,00 stanziati dall’Amministrazione
Comunale. La somma sarà devoluta all’associazione “Varese
per l’oncologia - Oncologia per Varese ” secondo la Sua
volontà. Questi fondi vogliono esprimere la riconoscenza dell'intero
Paese per il suo impegno ed il suo operato. Per i sacrifici affrontati
in quaranta anni di Amministrazione da Lui e dalla Sua Famiglia, alla
quale, con tutti voi, sono vicino, con sincerità e affetto.
L’affetto che Le portano, insieme alla riconoscenza, tutti i
cittadini di Dumenza. E' con questi sentimenti che abbiamo voluto
questa semplice cerimonia, ma proprio perché è semplice
è particolarmente sentita. Nessuno di noi dimenticherà
Guido.
Grazie per quello che ha fatto: non mancherà mai sicuramente
il nostro ricordo e la nostra riconoscenza.
Dumenza lì, 27
giugno 2005
IL SINDACO
(Corrado Nazario Moro)
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DISCORSO PER LA MANIFESTAZIONE "CUOCHI NELLE NUVOLE SOTTO LE STELLE"
Dumenza lì, 03 giugno 2005
L’Amministrazione Comunale e la Pro Loco di Dumenza sono liete
di ospitare sul sagrato della Chiesa Parrocchiale di San Giorgio,
questa manifestazione.
La scelta del tema e del luogo si è dimostrata opportuna ed oculata.
Un doveroso ringraziamento a coloro che hanno ideato e realizzato
questa serata insolita e interessante.
Un grazie particolare
• alla COMUNITA’ MONTANA VALLI DEL LUINESE;
• al PRESIDENTE dott. SILVIO FIORINI;
• all’Assessore alle POLITICHE SOCIO-SANITARIE, ISTRUZIONE PROFESSIONALE,
INFORMAZIONE E CULTURA dott. FRANCO COMPAGNONI;
• alla TELEVISIONE DELLA SVIZZERA ITALIANA;
• all’ ECO DEL VARESOTTO;
• al prof. ANGELO ASCHEI che ha coordinato con sapienza
l’iniziativa;
• al Parroco Don GABRIELE che ha concesso l’opportunità
di utilizzare il sagrato e in caso di pioggia la Chiesa.
Ripercorrere la storia di un mestiere, quello dei cuochi, che
sotto certi aspetti, si trasforma in arte, ci porta a riscoprire
e spesso a scoprire, personaggi che sono stati famosi, come Bartolomeo
Scappi, definito il Michelangelo della Cucina.
Nacque a Dumenza nel 1510 circa ed intraprese il mestiere del
cuoco che lo portò a svolgere le funzioni di mastro di casa e
sovrintendente alla cucina dei Papi PIO IV, PIO V e GREGORIO
III.
Nel 1570 fu autore di un celebre trattato, tra i primi in lingua
volgare ed eccezionale per completezza di ricette di ogni genere.
Morendo beneficò questa chiesa e la lapide che ne conserva la
memoria, è stata il bandolo che ha consentito di ricostruirne
l’origine.
Ripercorrendo la storia di personaggi “famosi”, non possiamo fare
a meno di ricordare che il nostro paese, così come i paesi delle
valli in genere, è stato almeno sino alla metà del secolo scorso,
molto povero.
Questi sono stati luoghi dai quali giovani e meno giovani, si
trovavano ad EMIGRARE per sfuggire all’inevitabile destino
di miseria che regnava a quei tempi. Imbianchini, muratori, cuochi,
camerieri, e tanti altri mestieri accomunavano il destino che
ha coinvolto la maggior parte della popolazione, sino alla generazione
dei nostri padri. Francia, Svizzera, Germania, Stati Uniti e Sud
America erano le mete di chi si recava altrove in cerca di lavoro.
Mi sembra quindi giusto rendere omaggio anche a tutti coloro che,
per necessità, hanno dovuto lasciare il loro paese e NELL’ANONIMATO
MA CON SACRIFICI, COSTANZA E TENACIA hanno lavorato per migliorare
le proprie condizioni di vita.
Oggi la storia si ripete, anche se con aspetti deversi.
Dobbiamo ricordarci che il lavoro del frontaliere, di chi si reca
ogni giorno a svolgere la sua attività in uno stato diverso ,
(da noi nella vicina Svizzera) costituisce una delle fonti di
maggiore occupazione per le nostre valli.
La cronica debolezza produttiva delle aree montane, caratterizzate
da vaste distese boschive non coltivabili, da fragili infrastrutture,
da una posizione geografica periferica rispetto allo sviluppo
dei mercati, non consente agli abitanti di lavorare in loco, percependo
un reddito soddisfacente.
Il continuo sviluppo di nuove tecnologie, di cui spesso i nostri
territori non possono usufruire (penso ad esempio alla rete Internet),
ci pone ulteriormente in una situazione SVANTAGGIATA e
di DEBOLEZZA.
Cosa dobbiamo fare?
Essere rassegnati?
Pensare che nulla cambierà ed i nostri paesi andranno verso un
lento ma inesorabile declino?
IO CREDO CHE NON POSSIAMO E NON DOBBIAMO RASSEGNARCI AD ESSERE
CITTADINI DI SERIE B !!!!
Il patrimonio vero di questi paesi è la bellezza del territorio
spesso ancora incontaminato!!!
La natura selvaggia dei luoghi che lo caratterizzano!!!
Ma, questo patrimonio, sottoutilizzato e troppo spesso abbandonato,
è a rischio. Il rischio maggiore è rappresentato dagli eventi
atmosferici che, basta assumano intensità appena superiore alla
norma, per generare frane, allagamenti, esondazioni di corsi d’acqua
ecc.
Dobbiamo pianificare la tutela e la salvaguardia del territorio
perché lo stesso diventi una fonte di reddito per gli abitanti
e non un peso ulteriore gravante sulle già scarse risorse dei
bilanci Comunali. Dobbiamo quindi coordinare le politiche di governo
del territorio.
Dobbiamo pensare ad uno SVILUPPO COMPATIBILE con il territorio
stesso: da attuarsi tramite scelte e progetti condivisi con la
popolazione, che consentano ai nostri cittadini di avere, quanto
meno, le stesse opportunità di chi vive in centri urbani più grandi
e meglio serviti. E’ chiaro che un piano di salvaguardia, tutela
e rilancio del territorio NON PUO’ PRESCINDERE DA UN IMPEGNO
PRECISO SIA ECONOMICO CHE POLITICO dei vari soggetti istituzionali
in primis dello STATO, della REGIONE LOMBARDIA e
della PROVINCIA DI VARESE.
Abbiamo visto come le ultime vicende relative alla costituzione
dell’AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE per il trattamento del Ciclo
delle acque, dimostrino che non sono più i tempi di pensare ai
Comuni come a “singoli orticelli separati da rigidi steccati”
.
Credo che il coordinamento delle singole realtà Comunali attraverso
la Comunità Montana sia un passaggio obbligato per poter CONTARE
DI PIÙ ed INCIDERE MAGGIORMENTE sulle politiche REGIONALI
e PROVINCIALI.
Approfitto della presenza dei rappresentanti della Comunità Montana
e degli organi di informazione affinché si facciano portatori,
a tutti i livelli, di queste nostre RICHIESTE, dei nostri
BISOGNI, delle nostre NECESSITA’ e ASPETTATIVE.
Ringrazio ancora tutti per la partecipazione a questa serata e
vi auguro buon divertimento.
Il Sindaco (Corrado Nazario Moro) |
| Discorso per il
40° ANNIVERSARIO DELL’AVIS VALDUMENTINA
Dumenza lì, 05 giugno 2005
L’Amministrazione Comunale ha accolto con entusiasmo la richiesta
del Presidente dell’AVIS Valdumentina, signor Elio Cosi, di dedicare
ai “Donatori di sangue”la nuova strada che collega Dumenza al Centro
Carà. E’ per me un piacere particolare partecipare a questo vostro anniversario
perché l’AVIS è un’associazione di volontari e sono convinto del
grande valore sociale che ha il volontariato, valore che trascende
lo stesso obiettivo che ciascuno di voi si propone.
Vi è un valore connettivo di carattere sociale.
Il fatto di sapere che ci sono tante forze di volontariato che operano
nel tessuto sociale, dà a ciascuno di noi, anche a coloro che non
lo praticano o anche a coloro che non ne sono beneficiari, per il
fatto di saperne l'esistenza, una sensazione di una società veramente
aperta, di una società che comunica. Questo è un valore aggiunto
di cui, a volte, non ci rendiamo conto. E' chiaro che ogni associazione
rappresenta un'iniziativa e, quindi, ha di fronte a sé un campo
di azione, delle finalità specifiche. Che un’ associazione di volontariato
tragga origine dal campo religioso o dal campo laico, ha poca importanza.
Credo che spesso, associazioni diverse si trovino accomunate in
attività che si sovrappongono fra loro, di diversa origine. In ogni
caso il cittadino non distingue, in caso di bisogno, l'una o l'altra.
Si sovrappongono nel servizio e sono al servizio dei cittadini.
Anche voi vi troverete ad operare non in concorrenza ma in emulazione,
nel far meglio e nell'integrarsi e, in qualche modo, nell'aiutarvi
a vicenda perché il servizio che potete rendere sia quanto più completo,
diffuso e capillare. Sono convinto che il volontariato tenderà ad
ampliarsi e non è che, avendo successo, ridurrà la propria sfera
di intervento: anzi, il successo, farà crescere la sua sfera d'azione.
E' un campo nel quale le possibilità di intervento sono infinite
perché, purtroppo, i bisogni sono infiniti e si manifestano in mille
modi. Quindi, non potete dire: "Noi affrontiamo questo problema
e, poi, un giorno, ottenuto quel risultato, avremo finito." No.
Non finirete mai. Sono convinto che un sempre maggior numero di
persone saranno accanto a voi a fare opera di volontariato, primo
perché il vostro stesso esempio le stimola, secondo perché c'è un'esigenza.
Questo è l'aspetto bello dell'umanità: il bisogno di fare, di dare
per gli altri. E questo si sente sempre di più. Questo è anche il
bello di un paese: se una società riesce ad avanzare nel benessere
e nell'agiatezza e, invece di rinchiudersi, come spesso accade alle
società agiate, si apre nel desiderio di dare anche agli altri,
questo è un grande segno di civiltà. Voglio per concludere ribadire
l’invito ai giovani ad aderire all’AVIS; oggi hanno sicuramente
difficoltà maggiori che in passato quando i valori della società
erano ben definiti (famiglia, scuola, parrocchia) e le sollecitazioni
ed i richiami esterni erano minori e non così incontrollabili. Per
questo devono sapere che il nostro futuro e le nostre speranze sono
riposti in loro. Non devono isolarsi o rincorrere facili chimere.
Il loro impegno nella società e nel sociale è importante ed indispensabile
e proprio iniziando con un semplice gesto, innocuo ed indolore,
possono dare il loro contributo a tante persone in difficoltà. Grazie
e complimenti per quello che riuscite a fare.
Il Sindaco (Corrado
Nazario Moro) |
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