Articoli sull'arsenico nell'acquedotto di Dumenza pubblicati su "Varese News"
- VARESE NEWS -
Arsenico Dumenza
Venerdi 25 Novembre 2005
Dumenza - Il sindaco Moro lancia un appello: servono più di due milioni di euro per mettere a norma il ciclo delle acque
Arsenico nell'acqua potabile, ma non ci sono i soldi per eliminarlo
Troppo arsenico nell'acqua potabile a Dumenza, ma mancano i soldi per abbattere le quantità in eccesso. Tutta colpa di una vena aurifera di scarsissima rilevanza che rilascia la pericolosa sostanza nelle sorgenti della valle, dalle quali si rifornisce anche il Comune di Luino. Per abbattere questi valori in eccesso, la Regione ha concesso una proroga fino al 31 dicembre, anche se costerà caro al comune di Dumenza. In tutto occorrono infatti 600 mila euro da dividere col Comune di Luino. «Fosse solo questo il problema - spiega il sindaco di Dumenza Corrado Moro - : la situazione è critica per tutti gli interventi legati al ciclo delle acque che dobbiamo sostenere ma che sarebbe un suicidio amministrativo mettere in atto. Sia ben chiaro che l'acqua è potabile, anche se i valori di questo elemento superano la media imposta dall'Arpa». Dumenza, infatti, è alle prese con scadenze inderogabili, sempre il 31 dicembre 2005, per la collettazione fognaria con il depuratore di Luino di tutto il territorio comunale. Attualmente sia l'arsenico che gli scarichi delle acque scure finiscono nei torrenti e, quindi nel lago Maggiore. La spesa totale si aggira attorno ai 2.326.000 euro tutta a carico di un comune da 1400 abitanti.
«Se l'amministrazione accendesse un mutuo con la cassa depositi e prestiti - spiega ancora il sindaco Moro - non potremmo più nemmeno provvedere alle spese di manutenzione dell'acquedotto o di altri servizi con il risultato di peggiorare, anzichè migliorare, la vita degli abitanti della comunità dumentina per i prossimi trent'anni». Cosa fare - si chiede l'amministrazione comunale - per rispettare le scadenze senza costringere le casse comunali a dissanguarsi? La risposta sarebbe nell'Ato (Ambito Territoriale Ottimale) e nel piano d'ambito che ancora non c'è e che tarda ad arrivare.
«A causa di questa mancanza - spiega Moro - sono stati persi dei fondi regionali sui quali contavamo e che ora non ci sono più». La Provincia ha stanziato 438 mila euro per aiutare il comune di Dumenza in forte difficoltà ma la restante cifra, quei due milioni di euro, sono a carico del Comune che si trova con le mani legate. «Chiediamo agli enti superiori di valutare attentamente la nostra situazione - conclude Moro - siamo disponibili a sederci attorno ad un tavolo e parlarne». L'assessore all'ambiente della Provincia Francesco Pintus rimanda la palla proprio all'Ambito territoriale ottimale presieduto dal presidente della Provincia Marco Reguzzoni costituito dopo mille difficoltà ma ancora non attivo mentre i problemi dei piccoli comuni dell'Alto Varesotto continuano ad aumentare tra costi insostenibili e tagli agli enti locali.
redazione@varesenews.it

Venerdì 16 Novembre 2007 o. m.
Dumenza -
Il sindaco Moro lamenta la mancanza del piano d'ambito dell'Ato e la mancanza di fondi per risolvere i problemi di collettazione fognaria.
Troppi soldi per depurare le acque e il nuovo collettore non basta.
Torna d'attualità il problema della depurazione delle acque nell'Alto Varesotto. Dopo lo "strano caso" del depuratore di Curiglia ora è il sindaco di Dumenza a tornare sull'argomento ma questa volta si parla in generale di tutto il ciclo delle acque. «Il ciclo delle acque a Dumenza è in una situazione tragica - spiega il sindaco Corrado Moro - non riusciamo finanziariamente a mettere in atto il collettamento tra tutte le frazioni di Dumenza insieme al collettore principale che verrà realizzato a breve. Questo collegamento con Luino non risolve i problemi». Secondo Moro ci sono tutta una serie di problemi da risolvere riguardo al ciclo delle acque a partire dalla collettazione tra le frazioni al collettore principale, l'abbattimento dell'arsenico nelle acque per il consumo umano, interventi di manutenzione e situazioni di carenza da risolvere per un totale di spesa di oltre 5 milioni di euro che l'amministrazione di Dumenza non potrebbe sopportare.
«Anche ipotizzando un contributo di altri enti che arrivino a coprire il 60% della spesa - sostiene Moro - rimarrebbero oltre 2 milioni di euro a carico del comune». Perché Dumenza ha questa situazione così particolare e grave? «Prima di tutto dalla mancanza del piano d'ambito dell'Ato - spiega Moro – finché non ci sarà il piano non si potranno avviare interventi. Va ricordato che questo ritardo, del quale hanno colpa in parte anche gli amministratori comunali, ha fatto perdere alla Provincia di Varese 16 milioni di euro di finanziamenti e nello specifico un milione al comune di Dumenza». Per quanto riguarda la presenza dell'arsenico la legge prevede che la presenza dell'elemento non debba superare i 10 ug/l. A Dumenza questi valori vengono superati in alcuni casi di 5 volte.
redazione@varesenews.it
Lunedi 18 Febbraio 2008 Dumenza - Il sindaco Moro: «Abbattere i livelli costa troppo mentre l'Ato non ha ancora un piano d'ambito, le dimissioni di Reguzzoni rimandano tutto»
Nei rubinetti di Dumenza acqua all'arsenico
«Ci mancavano solo le dimissioni di Reguzzoni». Corrado Moro, sindaco di Dumenza, commenta amaramente la decisione del presidente della Provincia di candidarsi alle prossime politiche e guarda ai rubinetti del paese con preoccupazione. Dumenza, infatti, dal ’97 lotta contro un nemico invisibile, l’arsenico naturale nell’acqua dell’acquedotto proveniente dalle sorgenti montane. «Questo problema non è più rinviabile – spiega il sindaco sconcertato – ed è proprio la Provincia l’anello debole di tutto il sistema». Il problema, infatti, è il varo del piano d’ambito dell’Ato provinciale, l’organismo al quale i comuni delegano la risoluzione dei problemi legati al ciclo delle acque. Insieme a quella di Sondrio la Provincia di Varese è l’unica a non averlo ancora varato. Intanto dai rubinetti delle case di Dumenza l’acqua continua ad uscire con livelli di arsenico anche dieci-dodici volte superiori a quei 10 microgrammi per litro che è il limite massimo consentito dal decreto legge del 2001.
A mantenere i rubinetti ancora aperti ci pensa una deroga firmata dall’Asl che consente al comune di mantenere potabile l'acqua di Dumenza nonostante i valori al di fuori della norma.
Abbattere l’arsenico nelle acque è possibile e il sindaco lo sa bene ma i costi per ottenere questo abbattimento, per il comune di Dumenza nonostante le casse siano floride, non sono sostenibili. «Per questo, appena insediatasi questa amministrazione, abbiamo fatto di tutto per entrare subito nell’Ato – spiega Moro – era il 2004, sapevamo che avremmo dovuto fare fronte a costi impensabili per una comunità di 1.400 abitanti e quindi ci siamo lanciati con grandi speranze. Tra ritardi vari, non sempre imputabili alla Provincia, siamo ancora all’approvazione del piano d’ambito che tiene conto di tutti problemi del ciclo delle acque in provincia. Le dimissioni di Reguzzoni, ora, rimandano tutto». Per abbattere l’arsenico servono 675.900 euro dei quali la Regione ha fatto già sapere di essere disposta a finanziare il 40% della cifra. Dumenza dovrebbe tirar fuori da sola 294.000 euro che si vanno a sommare al milione e mezzo di euro già spesi negli ultimi 20 anni per i quali si stanno ancora pagando mutui e ai 500 mila euro appena spesi per collettare.
Il sindaco Moro si ritrova, così, la patata bollente tra le mani e non c’è nessuno pronto a prendersela. «Per il diritto io sono in regola con la deroga dell’Asl che mi dice, però, di mettere l’acquedotto a norma ma dalla Provincia nessuno batte un colpo». Cosa fare? Ad Astano, piccolo comune a ridosso del confine italo-svizzero di Palone a pochi km da Dumenza, il Cantone ha preso in mano la situazione e distribuisce gratuitamente acqua in sacchetti mentre i lavori, iniziati anni fa e in fase di conclusione, stanno riportando acqua sana dai rubinetti. Va detto che in Svizzera il livello legale di arsenico nell’acqua è fissato a 50 microgrammi per litro. Il sindaco chiede sostanzialmente, tre tipi d’intervento: «Prima di tutto chiediamo che le nostre rilevazioni e quelle dell’Asl, sempre più ottimistiche rispetto alle nostre, vengano messe a confronto con le rilevazioni di una società terza al di sopra delle parti, la seconda cosa che chiediamo è uno screening sanitario sulla popolazione per capire se il consumo di acqua contaminata sta creando i presupposti per malattie causate dall’arsenico e come terzo punto l’approvazione in tempi rapidi del piano d’ambito in modo da attivare gli interventi urgenti come il nostro».
Cosa provoca l’arsenico al corpo umano? Moro lo fa scrivere anche sul bollettino comunale per avvertire la popolazione. Da molti studi epidemiologici risulta che a causa del consumo di acqua con concentrazioni di arsenico elevate (maggiori di 0,3 milligrammi per litro) e per periodi compresi tra 5 e 25 anni si hanno lesioni della pelle, cancro della pelle, vescica e polmoni, disturbi vascolari, effetti sul sistema nervoso. Orlando Mastrillo

Lunedi 18 Febbraio 2008
Varese - Il presidente dimissionario risponde al sindaco di Dumenza sulla questione dell'Ato e dell'arsenico nelle acque
Reguzzoni: «L'Ato va avanti anche senza di me»Sul problema dell'arsenico nell'acquedotto di Dumenza rispondono Marco Reguzzoni, presidente uscente della Provincia, e l'assessore Claudia Colombo, delegata alla questione Ato.
«L’Iter non verrà fermato, ma proseguirà anche con l’arrivo del Commissario prefettizio». Marco Reguzzoni, dopo le dichiarazioni del sindaco di Dumenza, risponde in merito alla questione acqua. «L’Ato è gestito da un comitato ristretto composto da un rappresentante della Provincia di Varese e da ben 14 sindaci – ha proseguito Reguzzoni – Sono quindi i sindaci che si devono autoregolare e l’Ato è una questione su cui Villa Recalcati ha fatto tutto ciò che poteva e anche di più. Occorre poi ribadire che l’acqua chiara non è una competenza della Provincia, bensì dei Comuni e questo il sindaco di Dumenza finge di non saperlo per far valere il colore della sua parte politica». E infine Reguzzoni ha aggiunto: «L’iter non verrà fermato, ma proseguirà anche con l’arrivo del commissario prefettizio, ovviamente, tanto che a breve si riunirà il Comitato ristretto».
Anche l’Assessore Claudia Colombo, delegata alla questione Ato ha precisato: «Siccome questa è una partita che dura da 6 anni, durante i quali i sindaci non hanno potuto trovare l’intesa, la posizione appare strumentale. Le ragioni del mancato accordo sono di natura strumentale, perché è praticamente impossibile conciliare le esigenze dei piccoli Comuni di montagna con quelle delle città di pianura».
redazione@varesenews.it

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Dumenza - Dove si trova?
Cosa provoca al corpo umano? Dal cancro alla pelle, alla v esci e ai polmoni fino ai danni al sistema nervoso. ecco cosa c'è da sapere
Un nemico invisibile nel bicchiere |
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Ecco cosa pubblica il bollettino informativo dell'amministrazione comunale riguardo all'arsenico per informare la popolazione. Il testo è a cura dell'Azienda sanitaria locale su richiesta del sindaco Corrado Moro
Dove si trova ?
L'arsenico si trova naturalmente nelle acque superficiali e sotterranee in concentrazioni molto variabili; che dipendono dalla natura delle rocce con cui l'acqua viene a contatto. In molte parti del mondo ed in Italia le concentrazioni nell'acqua potabile sono molto inferiori al limite indicato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla normativa italiana che stabilisce le concentrazioni massime ammissibili per l'acqua (10 microgrammi per litro). Tuttavia in particolari e limitate aree geografiche anche della Provincia di Varese tali valori sono superati. Come si viene in contatto con l'arsenico? L'arsenico può presentarsi sotto diverse forme, ciascuna con particolari effetti sulla salute umana. I composti inorganici dell'arsenico, dí gran lunga i maggiormente presenti nelle acque superficiali e sotterranee, sono i più tossici mentre i composti organici, presenti soprattutto nei pesci, sono meno tossici. L'uomo ingerisce arsenico principalmente attraverso 11 consumo d'acqua e cibo; per questo è necessario mantenerne sotto controllo la concentrazione con un adeguato programma d'analisi.
Quali sono gli effetti sulla salute?
Quando viene ingerito l'arsenico è trasportato dal sangue nei diversi organi del corpo e successivamente eliminato con le urine in un tempo variabile da uno a tre giorni. Dopo essere stato assorbito, si lega all'emoglobina e si deposita nel fegato, reni, polmoni, milza e pelle ma sembra che non attraversi la barriera ematoencefalica. Da molti studi epidemiologici risulta che a causa del consumo di acqua con concentrazioni di arsenico elevate (maggiori di 0,3 milligrammi per litro) e per periodi compresi tra 5 e 25 anni si hanno lesioni della pelle, cancro della pelle, vescica e polmoni, disturbi vascolari, effetti sul sistema nervoso.
Posso usare l'acqua per lavare i denti?
L'assorbimento dell'arsenico attraverso la pelle è minimo e quindi non vi sono rischi per la salute nell'utilizzare l'acqua per lavare i denti, fare il bucato a mano o a macchina e per fare il bagno.
Chi è maggiormente a rischio?
I più giovani sono a maggior rischio, sebbene le persone di tutte le età possano risentire della presenza dell'arsenico in concentrazioni significative.
Cosa posso fare per ridurre l'esposizione all'arsenico?
Sebbene esistano diverse possibilità tecniche per ridurre la concentrazione dell'arsenico nell'acqua potabile, la complessità delle tecnologie e la necessità di controllarne l'efficienza con analisi sconsigliano i trattamenti a livello domestico. I trattamenti che possono essere realizzati dai gestori degli acquedotti si basano sulla coagulazione e filtrazione, sulla co-precipitazione, la filtrazione su allumina e il trattamento con resine a scambio ionico; sono processi relativamente costosi che richiedono la presenza di personale specializzato per il funzionamento degli impianti.
Cosa fa l'Asl per mantenere sotto controllo la situazione?
La prevenzione è la miglior risorsa per ridurre il rischio di esposizione all'arsenico; è quindi necessario individuare fonti di approvvigionamento con il minor contenuto possibile di arsenico da utilizzare in alternativa o miscelare con quelle contaminate. Quando ciò non è possibile occorre stabilire un programma di controlli analitici accurati e con adeguata frequenza al fine di individuare eventuali aumenti della concentrazione; per questo l'ASL nelle zone ove maggiore è la concentrazione di arsenico ha intensificato i prelievi in modo da tenerne sotto controllo le variazioni stagionali dovute all'andamento delle falde.
redazione@varesenews.it

Lunedi 18 Febbraio 2008
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Astano (Svizzera) -
Nel piccolo centro poco dopo il confine si è presentato lo stesso problema. L'acqua è stata dichiarata non potabile e il comune distribuisce i sacchetti
Il paese dove si beve l'acqua in busta |
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Ad Astano, piccolo paese a due passi da Dumenza oltre la frontiera del Palone, la gente sente parlare del problema arsenico da molti anni e, anche se non se ne preoccupa più di tanto, c’è qualcuno che ha pensato a loro. Già sul finire degli anni ’90, infatti, il governo cantonale si era preso in carico il problema e ha deciso di risolverlo alla radice proprio a causa dei costi elevati che per l’amministrazione comunale sarebbero stati insostenibili. Per prima cosa ai cittadini da anni viene distribuita acqua in buste da mezzo litro per scoraggiare l’uso dell’acqua del rubinetto che è stata definita non potabile dall’amministrazione: «Prima ti davano l'acqua in bottiglia gratis ma venivano a rifornirsi anche dai paesi intorno e allora hanno deciso di passare alle buste (foto in alto)», dice una signora che continua, però, a bere acqua del rubinetto.
Nel frattempo il Cantone si è attivato per chiudere i due pozzi cittadini inquinati, captare nuovi pozzi non contaminati dall’arsenico e collegarli all’acquedotto. Probabilmente già a partire dal 2009 i rubinetti di Astano torneranno a scrosciare d’acqua e, per di più, senza arsenico. Per fare questo il governo e l’amministrazione sono riusciti ad utilizzare anche i famosi fondi Interreg italo-svizzeri spesso utilizzati per fini meno nobili da decine di enti. Com’è possibile, ci si chiede, che in Svizzera il problema è stato immediatamente risolto mentre a pochi chilometri, nella vicina Italia, solo il sindaco di Dumenza se ne preoccupa? Ad Astano, dicono i cittadini, c’è stato un forte battage pubblicitario sui pericoli dell’arsenico da parte del sindaco che ha chiuso immediatamente i rubinetti appena scoperti i valori eccessivi presenti nelle acque. In Italia, il sindaco Moro non l’ha ancora detto ma non lo esclude, chiudere i rubinetti potrebbe essere l’ultima arma per attirare l’attenzione.
Orlando Mastrillo
redazione@varesenews.it
Venerdi 16 Novembre 2007o.m. |
Dumenza - Il sindaco Moro lamenta la mancanza del piano d'ambito dell'Ato e la mancanza di fondi per risolvere i problemi di collettazione fognaria
Troppi soldi per depurare le acque e il nuovo collettore non basta |
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Torna d'attualità il problema della depurazione delle acque nell'Alto Varesotto. Dopo lo "strano caso" del depuratore di Curiglia ora è il sindaco di Dumenza a tornare sull'argomento ma questa volta si parla in generale di tutto il ciclo delle acque. «Il ciclo delle acque a Dumenza è in una situazione tragica - spiega il sindaco Corrado Moro - non riusciamo finanziariamente a mettere in atto il collettamento tra tutte le frazioni di Dumenza insieme al collettore principale che verrà realizzato a breve. Questo collegamento con Luino non risolve i problemi». Secondo Moro ci sono tutta una serie di problemi da risolvere riguardo al ciclo delle acque a partire dalla collettazione tra le frazioni al collettore principale, l'abbattimento dell'arsenico nelle acque per il consumo umano, interventi di manutenzione e situazioni di carenza da risolvere per un totale di spesa di oltre 5 milioni di euro che l'amministrazione di Dumenza non potrebbe sopportare.
«Anche ipotizzando un contributo di altri enti che arrivino a coprire il 60% della spesa - sostiene Moro - rimarrebbero oltre 2 milioni di euro a carico del comune». Perchè Dumenza ha questa situazione così particolare e grave? «Prima di tutto dalla mancanza del piano d'ambito dell'Ato - spiega Moro - finchè non ci sarà il piano non si potranno avviare interventi. Va ricordato che questo ritardo, del quale hanno colpa in parte anche gli amministratori comunali, ha fatto perdere alla Provincia di Varese 16 milioni di euro di finanziamenti e nello specifico un milione al comune di Dumenza». Per quanto riguarda la presenza dell'arsenico la legge prevede che la presenza dell'elemento non debba superare i 10ug/l. A Dumenza questi valori vengono superati in alcuni casi di 5 volte.
redazione@varesenews.it |
Articoli sull'arsenico nell'acquedotto di Dumenza pubblicati su "LA PREALPINA"
La Prealpina del Lunedì
Lunedì 18 febbraio 2008
Guerra dell’acqua: bruciati aiuti UE
Inascoltati gli appelli del sindaco di Dumenza dove e’ ancora elevata la presenza di arsenico negli acquedotti.
(Sdr) La vicenda sollevata nel novembre 2007 da "La Prealpina del Lunedì" in merito alla massiccia presenza di arsenico nelle acque del comune di Dumenza e, in minor quantità, nei comuni di Agra e Curiglia, sembra non trovare ancora soluzione istituzionale.
Nonostante i ripetuti appelli dei sindaci non si è mosso nulla e sembra essersi arenata anche ogni possibilità di intervento da parte dell'A.T.O i comuni interessati, non potendo aprire mutui per far fronte al problema speravano proprio in questo ente per una soluzione possibile.
Da novembre nulla è migliorato e dell'azienda sanitaria locale, aria distrettuale di Laveno Monbello, ha emesso (in data 20 dicembre 2007) la deroga di potabilità dall'acqua in quanto, si dice appunto nella nota di deroga, il campione di acqua prelevato presso i punti rete di cui sopra è da considerarsi potabile. Non ci sono dubbi per la pensa altrimenti ma la cosa inspiegabile, oltre al silenzio in materia, sono le controanalisi fatte per conto del comune dalla società Arcadia di Lonate Pozzolo. Queste ultime dimostrano una concentrazione molto maggiore, tale che, se fosse rispettata la direttiva 98 del consiglio Europeo, non solo l'acqua non sarebbe potabile ma legittimerebbe la deroga A.SL. Questo è già avvenuto in altri comuni italiani d'oro dei cittadini impugnano le deroghe portandole al tribunale amministrativo regionale(TAR) per chiedere conto di autorizzazioni emesse.
A dire questo sono scienziati, arriva mai a Torino, che nei giorni scorsi hanno avuto in mano i dati dei comuni interessati.
Gli appelli dei sindaci riguardavano un controllo,1 screening solo la popolazione,1 aiuto economico per depurare la zona e, fino alla fine dei lavori di bonifica,1 maggior controllo tramite le analisi terze.
nessuna di queste cose è stata mai discussa dagli enti coinvolti e l'unico screening concesso Dumenza sarà fatto per telefono in quello che rientra nel piano nazionale passi acronimo di progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia. Se da una parte c'è il giustificato desiderio di non creare allarmismo, dall'altra nemmeno si può fingere che vada tutto bene dopo che pubblicazioni scientifiche e relativi autori valutano all'acqua pericolosa. Forse un primo passo, dopo queste notizie, sarà l'incontro che il sindaco di Dumenza Corrado nasali un moro, avrà in regione Lombardia. Sono stato chiamato per la fine del mese e ci tengo a dire che vedo questo come gesto positivo in quello che per noi non è un puntiglio. Io ho la responsabilità istituzionale e il dovere di tutelare la salute dei miei cittadini e intendo far valere questo si sopra ogni cosa. In merito all'articolo apparso giovedì 14 febbraio sulla prealpina, circa la volontà dei sindaci della lega lega di far slittare ulteriormente l'adozione del piano d'ambito, strumento indispensabile per potere intraprendere i necessari investimenti sul ciclo delle acque, vorrei solo ricordare che a seguito dei precedenti contenziosi tra amministratori comunali e provincia, si sono già persi ben 16 milioni di finanziamenti europei proprio per la mancata lozione dell'atto e approvazione del piano d'ambito, oltre al tempo trascorso inesorabilmente. Sarebbe il caso di pervenire in tempi brevi al perfezionamento degli atti amministrativi previsti dalla legge, cercando di superare i problemi in modo pragmatico. Non vorrei che le motivazioni addotte dai colleghi della lega, sia con un pretesto per nascondere problemi politici del pio altra natura.
Simone della Ripa
il caffè
Settimanale della domenica
Domenica - 17 febbraio 2008-02-20
L’acqua all’arsenico “avvelena” la frontiera
Pozzi inquinati e salute a rischio ad Astano e Dumenza
ASTANO - Acqua dal rubinetto di casa velenosa, inquinata dall'arsenico transfrontaliero. A Dumenza, nel Luinese, ci sono almeno tre pozzi inquinati con valori da brivido: 100 microgrammi per litro di arsenico, contro i 10 considerati tollerabili e legali. Anche ad Astano, pochi chilometri oltre il confine, nel Malcantone, ma con le stesse falde, non si scherza: entrambi i pozzi che riforniscono d' acqua la popolazione hanno uria concentrazione di sostanza velenosa e illegale di 88 e 66 microgrammi per litro. Dati impressionanti, e quel che è peggio conosciuti da più di dieci anni. Veleni con i quali è meglio non avere a che fare, anche se la Svizzera, ha una soglia di tolleranza dell'arsenico nell'acqua di 50 microgrammi per litro, contro i 10 imposti dall'Ue.
In questo valzer di cifre delle falde acquifere inquinate e di limiti di tolleranza, a cavallo tra Italia e Svizzera, c'è una qualche certezza. Dumenza, versante italiano, si dispera perché non trova fondi per ripulire le sue acque sorgive inquinate, mentre i 300 abitanti della confinante Astano, sponda elvetica, dalla fine di quest'anno potranno tornare a bere acqua dal rubinetto senza rischiare tumori alla prostata o infezioni cutanee, le principali malattie provocate dall'arsenico ingerito nel tempo, sorso dopo sorso. "I lavori sono già iniziati, entro la fine del 2008 il 90% della rete idrica di Astano sarà ripulita dall’arsenico, perché saranno smantellati i due serbatoi che servivano la cittadinanza, nei quali era stata rilevata un'alta concentrazione della sostanza velenosa – conferma il segretario comunale della cittadina Malcantonese Graziano Mo-randi -. La nostra nuova rete idrica sarà collegata direttamente alla falda Pevereggia, sul Piano di Sessa, che non presenta inquinamento da arsenico. Il costo? Alla fine saranno 2,5 milioni di franchi, distribuiti tra il nostro Comune, quello di Sessa e il Cantone", dice Morandi.
Corrado Nazario Moro, sindaco di Dumenza, nel sentire come i vicini svizzeri stanno risolvendo il problema dell'arsenico killer nell'acqua potabile si fa prendere dallo sconforto. "Anche noi da una decina d'anni lottiamo con le cifre delle analisi da laboratorio, che oltretutto non sono omogenee. L'arsenico in alcuni pozzi però c'è, è innegabile, con picchi preoccupanti. Andiamo avanti a deroghe dall'Autorità sanitaria, ma non possiamo continuare a derogare sulla nostra pelle. C'è pronto un progetto di intervento con dei filtri che costa più di 750 mila euro. La Regione Lombardia ci finanzia al 40%, ma il resto dovremmo mettercelo noi.
problema è che Dumenza è già molto indebitato, non ha 400 mila euro da spendere," sottolinea Moro.
Ad Astano i tempi d'intervento non sono stati comunque immediati, ma il Comune, dal 1996, quando le analisi del Laboratorio cantonale confermarono la presenza di arsenico nei due pozzi cittadini, ha subito messo a disposizione della popolazione, gratuitamente, migliaia di sacche di mezzo litro d'acqua potabile ogni anno. "Voglio sottolineare che l'acqua di Astano è buona, qui in paese la beviamo tutti, da sempre, e non mi risulta che ci siano state malattie o problemi sanitari legati alle concentrazioni di sostanze tossiche, compreso l'arsenico. Comunque, per tranquillizzare i residenti e i numerosi turisti che raddoppiano la nostra popolazione d'estate, già da una decina d'anni abbiamo dichiarato non potabile l'acqua dei rubinetti di Astano. Chi vuol bere, lavare l'insalata o pulirsi i denti può utilizzare l'acqua potabile in busta. Ma dal prossimo anno; con il nuovo acquedotto, non ci saranno più problemi per la qualità dell' acqua potabile di Astano", sottolinea Morandi.
L'invidia del sindaco di Dumenza per le soluzioni dei vicini si trasforma in rabbia. "A quanto mi risulta il risanamento dell'acquedotto dei nostri vicini svizzeri ha usufruito anche di finanziamenti Interreg, cioè europei. Purtroppo gli amministratori che mi hanno preceduto non hanno avuto la stessa prontezza nel presentare un piano di interventi anche per la qualità dell’acqua di Dumenza. Abbiamo perso il treno Interreg e adesso rischiamo di tenerci le falde inquinate – dice amaramente Moro -. Qualche mese fa ho scritto anche a Roma, a tre ministeri denunciando che l'arsenico nell'acqua potabile può provocare seri rischi per la popolazione Tutto inutile, non ho ricevuto nessuna risposta. E con le elezioni i tempi si allungheranno ancora", sospira amareggiato Moro.
LE SOLUZIONI
In Ticino la soluzione è in vista, in Italia le difficoltà sono lontane dall’essere risolte.
- ASTANO, ACQUA POTABILE IN BUSTE -
Da una decina d’anni ad Astano distribuita gratis l’acqua potabile.
mgiacometti@caffe.i
la prealpina del lunedì
Lunedì 10 dicembre 2007
Acqua all'arsenico, si spera nel piano d'ambito.
Domani la riunione dell'Ato sugli investimenti. I sindaci di Dumenza, Agra e Curiglia chiedono "acqua pulita per i nostri cittadini".
Dumenza, - desideriamo solo acqua pulita per i nostri cittadini -. Questo è quanto continuano a chiedere i sindaci di Agra, Curiglia e Dumenza forse, dopo l'interessamento delle istituzioni varesine, prima fra tutte l'Ato (Ambito territoriale ottimale), saranno accontentati ma con qualche riserva, non da ultima l'adesione e il parere positivo della bozza del piano territoriale dell'Ato stesso in commissione ristretta l'11 dicembre. Inconfutabili, invece, sono le analisi cliniche eseguite nel comune di Dumenza dalla società Arcadia per conto di Aspem (del 15 ottobre scorso). I dati confermano un aumento effettivo della concentrazione di arsenico e, se da una parte questo non deve creare allarmismo nella popolazione, i sindaci fanno sentire la propria preoccupazione. In una riunione sabato pomeriggio, i primi cittadini hanno ricordato che devono far fronte agli "alti costi per l'abbattimento dell'arsenico, alla scadenza del prossimo 31 dicembre il della deroga per la potabilità dell'acqua e, non da ultimo, alla salute dei propri cittadini". Va subito precisato che l'arsenico ha effetti gravi sulla salute in concentrazione ben lontane da quelle registrate da Arcadia. Questo non toglie che i sindaci ambiscano a non parlare più di livelli, parametri, grammi, litri e deroghe o leggi:"auspichiamo l'acqua pulita per i nostri cittadini". È anche il capitolo "denaro" a infiammare il dibattito fra gli amministratori: nessuno dei comuni interessati avrà mai la possibilità di accollarsi mutui per decenni mantenendo al contempo inalterati i servizi municipali attualmente erogati.
Non ci sono né soldi né il tempo per eseguire opere di bonifica e al 31 dicembre, quando scadrà la deroga concessa dal'Asl (Direzione sanitaria dipartimento di prevenzione medico - Servizio igiene alimenti e nutrizione) che consente il consumo umano dell'acqua, mancano solo 20 giorni. La domanda che tutti si pongono è: l'acqua si potrà ancora bere? Sembrano esserci tutte le premesse perché è il 1º gennaio venga concessa l'ennesima proroga. Le decisioni sono più facili quando non ci sono alternative da scartare. Inoltre, la deroga del' Asl fa riferimento al parametro dei 50 µg per litro: nonostante l'Organizzazione mondiale della sanità raccomandi che si faccia riferimento a parametri non superiori ai 10 µg per litro come registrato anche da un decreto legislativo del 2001.
Ciò significa che i livelli di arsenico nell'acqua di Dumenza rispettano la deroga del'Asl ma non i parametri forniti dalla direttiva 98 / 83 della Ue in merito alle acque destinate all'uso umano. Dal balletto dei parametri emerge che "la situazione dell'acqua non è buona" e che sia ormai necessario intervenire oltre che ricorrere all'emergenza. Da più parti si conviene che vada predisposto un veloce piano per pulire l'acqua. Ne è consapevole l'Ato della provincia di Varese che ha deciso di inserire nelle opere da realizzare anche la bonifica "idrica" di questi comuni. Lo conferma Franco Taddei, responsabile della segreteria tecnica "il problema dell'arsenico" -dice Taddei - non riguarda solo i paesi sopra il Verbano. Ci è ben noto che ci siamo da subito preoccupati per trovare soluzioni compatibili con il territorio e le risorse. Nel nuovo piano d'ambito, che inizierà il suo iter nelle sedi istituzionali a partire da domani, è previsto un concreto aiuto de per i comuni che non possono far fronte a mutui per intervenire con opere predisposte ad abbattere l'arsenico. Il totale di spesa preventivato e di un milione e € 45.000 che sembrano così suddivisi: € 418.000 saranno dati dalla regione Lombardia come contributo a fondo perduto, sostanzialmente un finanziamento del 40%, mentre il restante 60, ossia € 589.000, che sarebbero stati a carico dei comuni, sarà inserito come voce di spesa nel pacchetto dei progetti del Piano d'Ambito appena preparato. Un pacchetto di investimenti complessivamente stimato intorno ai € 460 milioni che avrà il potere di "ridisegnare" e predisporre opere utili a questa provincia in fatto di acquedotti, fognature e depuratori. Il tutto per rendere le infrastrutture idriche da un lato conformi alle nuove normative comunitarie che saranno in vigore dal 31 dicembre 2008 e dall'altro utili alla riduzione strutturale del rischio, fino a oggi ricorrente, di emergenza idrica -. Le parole di Franco Taddei apprezzate dai sindaci dei paesi interessati, e consolanti certo sul piano dei costi, mantengono inalterato il problema deroga e ne aggiungono un altro dipendente dall'Ato ovverossia i tempi di intervento nella zona.
In Svizzera pompe dalla valle.
La Val Dumentina condivide montagne sorgenti contenenti arsenico con il vicino Canton Ticino. I problemi che affrontano ora i sindaci italiani sono gli stessi affrontati dai vicini svizzeri, a meno di 1 km di distanza, con una differenza sostanziale: il diverso livello di arsenico accettato dai punti di vista legislativo tra Confederazione e Unione Europea. In Svizzera si parla di 50 µg per litro, mentre l'organizzazione mondiale della sanità e l'Unione Europea per le acque destinate al consumo umano, fissano il parametro a 10 µg per litro.Depurare dall'arsenico l'acqua nelle vicine valli ticinesi è una spresa ingente come lo è per i comuni italiani. Si è allora deciso di provvedere pompando l'acqua dalla valle del territorio elvetico di Sessa, portandola ai comuni montani distribuendo in municipio acqua in bottiglia per i più prudenti che non desiderano usare per consumi domestici quella erogata dai rubinetti. Dal laboratorio cantonale di Bellinzona fanno comunque sapere che anche il Ticino si adeguerà presto ai livelli comunitari.
Simone della ripa.
CRONACA PREALPINA
Lunedì 26 Novembre 2007
Arsenico nelle acque, controllo dei cittadini.
Il consiglio comunale avvia uno sereni sulla popolazione allo scopo di verificare gli eventuali danni alla salute.
Nessun allarmismo. Questo il chiaro messaggio emerso dal consiglio comunale di giovedì scorso, a Dumenza, nel corso del quale il sindaco Corrado Nazario Moro ha voluto ragguagliare i presenti sulle risposte avuto da Aspem in merito alla presenza di arsenico nelle acque destinate all'uso umano. Dopo alcune discussioni la minoranza ha avanzato proposte che hanno portato a due decisioni importanti: l'Amministrazione comunale provvederà ad assumere a proprio carico l’investimento di competenza per lo smaltimento del veleno inserendolo nel bilancio di previsione del prossimo esercizio finanziario per il 2008. Nel frattempo però è stato anche definito di avviare controllo a tutela della salute dei cittadini.
Su iniziativa del capogruppo di minoranza Elio Marino Cosi accolta all'unanimità, il consiglio comunale ha infatti deciso di sottoporre la popolazione ad uno screening per capire e accertare se e in quale misura l'arsenico presente nelle acque possa produrre, o abbia prodotto negli anni, danni
Dumenza non vuole essere fuori legge con i parametri ma desidera capire che cosa comporta l'arsenico nel corpo umano. A Dumenza si vive e si muore come in tutti gli altri Comuni e non sembrano esserci picchi di mortalità superiori ad altre zone, nemmeno pare esserci una concertazione di sintomi o malattie che giustificano certe inquietudini. Il Municipio desidera in ogni caso fare le cose in regola con accertamenti ufficiali, tenendo conto che la nota ricevuta dal Comune da parte delle autorità sanitarie ( nota ASL n° 83282 del 27 agosto 2007) descrive alcune malattie originate dall’arsenico e parla di lesioni a carico della pelle, cancro alla vescica, disturbi ai polmoni, disturbi vascolari ed effetti sul sistema nervoso.
Ma dove si trova questo arsenico precisamente? La nota della ASL dice espressamente che “ l'arsenico si trova naturalmente nelle acque superficiali e sotterranee in concentrazioni molto variabili”. L'Organizzazione Mondiale della Sanità e la normativa italiana stabiliscono le concentrazioni massime ammissibili per l'acqua 10 µg per litro.
L'amministrazione comunale si attiverà quindi già dai prossimi giorni con gli organismi competenti per verificare la disponibilità per avviare lo screening, per capire se davvero c'è un pericolo tale da giustificare ingenti debiti per un'amministrazione così piccola o se le misure prese sono solo di natura cautelare.
Simone della Ripa
CRONACA PREALPINA
19 Novembre 2007
Dumenza, arsenico nelle acque
Già pronto il piano d’intervento, ma occorrono finanziamenti. Il sindaco Nazario Moro si appella alla Provincia e Regione
DUMENZA - (SdR) Il
programma triennale e l'elenco annuale dei lavori per il 2008 dell'area tecnico "manutentiva" del Comune di Dumenza im-pensierisce il suo primo cittadino, Il sindaco Corrado Nazario Moro. Le preoccupazioni principali sono in ordine al ciclo delle acque, quelle chiare e quelle reflue. fabbisogno prioritario per il Comune di Dumenza, che riveste caratteri "di urgenza e indifferibilità, è l'approvvigionamento idrico, dalla potabilizzazione delle acque con relativo abbattimento dei livelli di arsenico, dalla collettazione e dalla depurazione dei reflui. Problemi di approvvigionamento idrico riguardano le frazioni di Due Cossani, Stivigliano ed in parte Runo. Mi riferisco in particolare alle prese in località Mondedish, dalle quali è captata l'acqua ad uso potabile per le tre frazioni. La rete idrica di distribuzione è vetusta e deve essere oggetto di uno studio approfondito con quantificazione degli eventuali interventi necessari e relativi costi».
Ma c'è dell'altro. «Impensierisce poi la presenza di arsenico nelle acque destinate al consumo umano. Attualmente stiamo' utilizzando l'acqua a seguito di deroga rilasciata dalle competenti autorità sanitarie, questo succede già da diversi anni». Per far fronte alla situazione, il Comune di Dumenza ha no- minato l'Aspem, già interessato alla problematica in quanto gestore delle risorse idriche per conto del Comune di Luino, "responsabile del procedimento" per la realizzazione delle opere necessarie all'abbattimento dell'arsenico presente nelle acque destinate al consumo umano. «L'ex Municipalizzata spiega Moro - ha redatto i progetti definitivi degli interventi necessari agli impianti .di Cortesello per 464mi1a -puro e Mondedish
per 262.400: In tutto 726.400 euro. Venerdì scorso si è svolto un incontro con Aspem e i Comuni di: Luino, Maccagno, Du-menza e Curiglia, tutti interessati dal -Problema dell’arsenico»... La Regione Lombardia ha concesso un finanziamento per gli interventi, necessari all'eliminazione di questo veleno nelle acque destinate al consumo umano pari al 40 % del costo dei medesimi. «I Comuni devono ora garantire la completa copertura finanziaria delle opere e per Dumenza significa un nuovo impegno finanziario per circa.370mila euro. Considerato che l'amministrazione è già impegnata per 528 rnila alla realizzazione del primo lotto del collettore fognario (dal ponte di Runo a Voldomino) e che il programma triennale prevede una spesa complessiva per il ciclo delle acque stimata in circa 5rnilioni e 200mila euro nel 2008 non saremo più in grado di far fronte ad ulteriori la voti. Voglio da ultimo evidenziare che stiamo ancora pagando i mutui contratti per la realizzazione degli otto lotti di fognatura già eseguiti e per gli interventi realizzati sull'acquedotto comunale dal 1985 ad oggi per un importo complessivo di un milione 500mila euro. Mi sembra abbastanza evidente che non possiamo essere lasciati soli ad affrontare queste problematiche, e per questo cercheremo a breve di trovare interlocutori sia in Provincia che in Regione e se necessario anche presse i Ministeri competenti,
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